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cena di gala

Cena di gala con un gigolo. Avventure tra moda e passione.

Cena di gala con un gigolo a Milano

Nuova cliente, nuova missione! Questa volta si tratta di un’elegante cena di gala organizzata per l’anniversario di un’importante agenzia di moda. Dress code elegante, perciò è il momento di sfoggiare un completo di Pal Zileri, scarpe Belfiore e camicia Primopiano con gilet David Mayer Naman.

Sorvolando questa pubblicità gratuita alle marche, l’ascensore si apre rivelando un grande e sontuoso open space. Una ritmata musica elettronica riempie l’aria mentre eleganti persone camminano per la sala degustando un delizioso buffet.

L’aspetto della sala è sontuoso, colonne di marmo bianco e finestre gigantesche dal quale si ammira il panorama di Milano. Procedo verso il corridoio iniziale, sono circondato da modelle e imprenditori, stilisti e designer, alcuni personaggi vestiti in maniera veramente singolare! Uno spettacolo per gli occhi.

Agente segreto

La missione è semplice e chiara, un vero e proprio finto corteggiamento con lo scopo di far ingelosire una determinata persona. La mia cliente è una stilista di abiti da sposa, ha una sorta di storia aperta con il proprietario di un Brand a cui piace fare il farfallone in giro. Ne conosco tanti di tipi così! Questa volta gli vuole dare il ben servito e per non rischiare di coinvolgere amici che potrebbero lasciarsi scappare qualche segreto, ha deciso di prendere me! Mi sembra una missione da 007, sarà divertente!

La incontro nel salone principale, vestito con un lungo tubino nero e accessori di oro bianco. La chiamerò Ely. (non dirò il suo nome in quanto è quello vero, nè dirò la sua età).

Ely mi aspetta sorseggiando un vino rosso con alcune colleghe e modelle. Un rapido scambio di sguardi, una veloce intesa. Nel nostro gioco ancora non ci conosciamo, la dovrò sedurre durante la serata. Ely si scosta dalle amiche, prende un bicchiere di vino e percorre l’intera sala fino al lato opposto, la seguo con lo sguardo. Si avvicina ad un uomo brizzolato sulla cinquantina, un tipo abbastanza particolare vestito in stile Dandy londinese. Gli porge il bicchiere e inizia a conversare, questo è il segnale. è lui! Sarà una bella sfida mi sembra un uomo molto sicuro di se. Lo chiamerò John!

In attesa del momento giusto

Man mano che la serata prosegue la musica si alza di volume, qualche modella spilungona probabilmente di origine russa comincia a ondeggiare a destra e sinistra le spalle con la speranza di farsi notare da qualcuno. Rapidamente viene imitata dalle altre. La mia Ely degusta del fingerfood vegano, io mi accompagno con alcuni piattini di nighiri e sashimi. Non è facile attaccare bottone e contemporaneamente farsi vedere dal bersaglio, il quale si fa i beneamati cavoli suoi parlando con alcuni colleghi o con belle modelle. Ely non sembra per niente gradire il suo comportamento, non vede l’ora di vendicarsi. Poverina cerca di darsi un tono ma si vede che ci sta male, ma non è mio compito giudicare le sue scelte affettive.

Mi metto leggermente in disparte sorseggiando un calice di Dom Perignon. Finalmente si presenta l’occasione, hanno portato nuove pietanze e aperto dell’ottimo vino. John si avvicina al tavolo, Ely dall’altro lato. Sto per agire quando una Moldava di 190 centrimetri mi si piazza davanti sussurrando: «Non è un drink da sorseggiare da soli quello». Bionda, capelli lisci lunghi, pelle bianca come la porcellana e occhi talmente chiari da sembrare vitrei. Abito bordeaux con rifiniture oro e tacchi neri di Louboutin. E mo come la evito? Questa cena di gala nasconde insidie pericolose!

Conversiamo leggermente per non mancare di cavalleria, con la coda dell’occhio cerco sempre di tenere bene in vista Ely e John. Si stanno avvicinando allo stesso lato del tavolo, non devo perdere il momento. La bionda inizia un monologo sulla futilità dell’apparenza e sulla superficialità dei rapporti umani. Interessante discorso, ma non è proprio il momento! John sta conversando con un’altra stilista, Ely fa la fila per il vino insieme all’amica. Interrompo la bionda offrendole il mio drink e le dico: «Hai ragione, non va bevuto da soli, questo è per te! Ne vado a prendere un altro». Mi osserva leggermente spiazzata e con il calice in mano mentre mi allontano facendole un sornione occhiolino.

L’approccio

John ed Ely sono pericolosamente vicini, deve venirmi immediatamente un’idea per farmi notare. Senza dare nell’occhio taglio la fila e mi metto dietro Ely, la signora che era prima di me era troppo intenta a non versarsi la macedonia ricoperta di cioccolata sulla pelliccia per dire qualcosa. John prende il vino e si serve, Ely arriva al suo fianco, afferra il calice del rosso ma la mia mano arriva insieme alla sua.

Ely si gira e mi guarda, abbiamo afferrato insieme lo stesso bicchiere. Esclamo: «Ops, ti chiedo scusa ti stavo per rubare il bicchiere».

Ely sorride mormorando «Ma figurati, ne prendo un altro non ti preoccupare!»

«Assolutamente no, è colpa mia. Lascia che ti versi del vino!», esclamo mentre le verso del Brunello di Montalcino, poi proseguo «e visto che questo è un vino che non si beve da soli, lascia che ti faccia un po’ di compagnia!». La afferro sottobraccio e la trascino fuori dalla fila, tutto sotto gli occhi di John, che non si è perso un istante della scena. Ely arrossisce, le amiche sorridono divertite.

La serata si scalda

L’approccio è riuscito. Accompagno Ely in giro per le sale del palazzo storico. Appena siamo lontani da orecchie indiscrete Ely mormora «Complimenti per il tempismo, ottima scena».

Le rispondo «Devo ringraziare la Moldavia che mi ha dato l’idea!». Ely non capisce ma esplode in una risata.

La nostra passeggiata prosegue, ci estraniamo volontariamente per quasi 40 minuti, dopodiché torniamo nella sala principale. John è leggermente irrequieto, aver perduto il ruolo di maschio dominante nel cuore di questa donna lo ha messo in difficoltà.

Iniziano le danze, le coppie si formano e si balla al centro pista. John sta sul bordo e osserva, chiacchierando come se nulla fosse con gli amici. La musica lentamente si sposta verso il raggaeton, è il momento di rinfrescare quelle lezioni di Kizomba estive che ho fatto.

Io ed Ely balliamo, stringo il suo corpo a me e la guido con mani e bacino per tutta la sala. Le coppie aumentano, pian piano la cena di gala si trasforma in un tripudio di corpi che danzano e si abbracciano. Le modelle si buttano in pista, chi trova il pollo da spennare chi rimane in disparte con lo sguardo torvo.

Balliamo per un paio d’ore, Ely ed io ci caliamo quasi realmente nella parte, accarezza i miei capelli, stringe il suo corpo al mio. Beh dopotutto è nel pieno dei suoi diritti! Ma adesso è il momento di fare sul serio, stringo dolcemente i suoi fianchi e accarezzo la sua schiena con la mano, salgo su verso il collo. Sento il suo corpo leggermente tremare, sa cosa sta per succedere, ha paura. Le mormoro accarezzandole la guancia: «Non pensare a nulla, lasciati andare». Ely respira profondamente, poi la mia lingua si insinua fra le sue labbra. Ely ha un sussulto e scompiglia i miei capelli con le mani, le mie labbra sono caldissime, lei invece sta dolcemente tremando. Mi emoziona un po’ suscitarle questi brividi. La musica termina, Ely è paonazza, devo farla calmare un po’.

Si giunge al termine della cena di gala

Mezzanotte, la serata ancora incalza. Faccio compagnia ad Ely a bordo pista, e vedo John leggermente irrequieto, è il momento di concedere uno spiraglio al rivale. Faccio finta di ricevere una telefonata e mi dirigo verso il grande balcone. Sparisco per alcuni minuti, John coglie l’occasione e si avvicina ad Ely. Parlano a lungo, poi John le porge la mano e la accompagna in una delle sale. Lascio passare il tempo senza interferire, ammirando la notte di Milano. Dopo una lunga mezz’ora John ed Ely prendono i loro cappotti e vanno via, mano nella mano. Chissà cosa è successo, che forse John si sia reso conto che rischia di perderla? Non fa niente, la mia missione in questa cena di gala è finita.

Prendo un calice di Dom Perignon e sorseggio felice sul balcone. Vi ricordate la moldava? Eccola che chiacchiera con un’amica, la serata non le è andata particolarmente bene. Prendo un secondo calice e mi dirigo verso la coppia di fanciulle… dopotutto glielo avevo promesso!

Ti va di vivere una cena di gala o un’altra avventura insieme? Chiamami subito. Un bacio!

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