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Perdere la Verginità con un gigolò.

La prima volta è sempre un grande dilemma. Molte ragazze la sognano e idealizzano sperando di consumarla con il grande amore e padre dei loro figli. Per altre invece è un spada di Damocle sulla testa, un problema da risolvere o un trauma di una prima volta andata male che compromette poi incontri futuri. Per questi motivi molte ragazze decidono di perdere la verginità con un gigolo!

Abbattere i falsi miti

Cominciamo a dire che non c’è assolutamente nulla di strano in tutto ciò, una ragazza che decide di affrontare la sua prima volta in questo modo non è sbagliata, non sta facendo nessun errore. La prima volta è solo… la prima volta. Una prima volta di tante e tante, per moltissime addirittura è la più infantile o più impacciata di una lunga serie di divertenti amplessi. Insomma perdere la verginità con un gigolò non è più un tabù.

Un tempo la prima volta era un appuntamento col destino molto idelizzato, mentre oggi i rapporti sono molto più rapidi e volatili. Le occasioni di fare sesso da grandi non mancano e solitamente il primo ragazzo non è poi il grande amore della vita.

Una ragazza ha il sacrosanto diritto di scegliere come vivere il suo primo rapporto sessuale, senza necessariamente attribuire ad esso un significato metafisico o spirituale. Il primo amore è un amore nel cuore, nella testa, con un progetto di vita. Non sta scritto da nessuna parte che deve corrispondere alla rottura dell’imene.

Le origini di questa decisione

Perdere la verginità con un gigolò è una decisione che deriva molto spesso da ragioni ben precise.

Alcune ragazze hanno avuto traumi durante il loro primo tentativo, e sono state pesantemente giudicate dal proprio ragazzo come delle inette o incapaci, per non essere riuscite a svolgere il loro “dovere da letto” (detto in senso ironico). Questo ha creato in loro delle fobie e il timore di essere nuovamente respinte. Di conseguenza decidono di affidare questo compito a qualcuno con il quale non siano coinvolti sentimenti.

Altre ragazze lo vivono con frustrazione, è passato il “momento magico” della loro vita e ora si ritrovano indietro con i tempi, uniche fra decine di amiche alla ennesima esperienza sessuale. Difficilmente i ragazzi le avvicinano poichè non hanno esperienza, sembrano fragili e non se la sentono di approcciare una vergine a 23 anni.

Parliamo ovviamente di ragazzi con poco tatto, ma non possiamo fargliene una colpa, la società ha i suoi ritmi e tempi e le “leggi del branco” sono ben precise. Prima lo fai, prima diventi “donna / figa / trendy / alla moda / up / top” etc…

Infine le ultime ragazze della categoria semplicemente non hanno mai idealizzato la loro prima volta. Hanno sentito molti racconti dalle amiche di rapporti buffi, impacciati, con fidanzati che venivano dopo 3 minuti. Di conseguenza hanno deciso che la loro prima volta deve essere figa, trasgressiva, pazzesca, con un vero e proprio professionista del sesso. Alcune magari lo vanno a cercare in un club o discoteca, altre si rivolgono al mondo dei gigolò.

Come viverla

Quasi tutte le ragazze che ho incontrato erano estremamente timide. Da un lato vogliono guardare un uomo maturo a testa alta, cercando di non comunicare incertezze. Dall’altro si intravede la loro dolcezza e la loro innocenza nell’affrontare questo piccolo salto nel buio.

All’inizio tanti sorrisi, poche parole, delle dolci carezze. Il cuore batte forte ma non c’è fretta, non c’è assolutamente fretta. Perdere la verginità con un gigolò non è uno scherzo e la ragazza va trattata con i guanti e con il massimo tatto.

Poi i primi baci, timidi, sul collo o sui lati della bocca, una maglietta che cade, una scarpa che si toglie ed ecco che lentamente ci si spoglia in un dolce abbraccio, mentre musica e luci creano la giusta atmosfera.

Poi arriva la calma, i corpi nudi si sfiorano, tutto è nuovo eppure così diverso, e un pensiero si fa strada: “Quello che ho davanti è un uomo, qualcosa di molto diverso da ciò che ho visto all’università. Quante donne ha avuto, quanta esperienza ha, e ora è davanti a me, è mio, e si dedica a me. Si prenderà cura del mio corpo, sarà la mia prima volta, saprà perfettamente dove toccarmi, cosa farmi. Lui è mio e io sono sua, non per sempre, solo per oggi, solo per adesso. Nulla c’è oltre me e lui“.

I baci scendono sul seno, e poi sulla soave e profumata vagina, pronta per essere colta per la prima volta. I minuti lentamente spariscono e non c’è più paura, non c’è più timore. Il cuore batte ma per l’eccitazione, mentre il corpo scivola lento, lentissimo, fra le gambe della fanciulla. Un pizzico di dolore, un eco lontano di quell’infanzia che non c’è più… ora sei una donna. Il dolore sparisce ed è solo piacere, una danza di corpi che per la prima volta si uniscono in un canto di passione e piacere.

Un canto che dura una, o due o tre ore. Non si ferma mai, mentre il corpo della fanciulla vive tutto il piacere e tutti gli orgasmi che il corpo di un uomo esperto può darle.

Poi è tutto finito, le carezze, i sorrisi. Nessun tabù, nessun timore, nessun pregiudizio. Solo il bellissimo ricordo della bimba che è entrata da quella porta, e la donna che è uscita più tardi, con il sorriso sul volto e la felicità nel corpo.

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